Una premessa (necessaria)
[Ma non mi offendo se la salti per leggere cosa posso fare per te]
Se potessimo condensare in un ipotetico time-lapse gli ultimi vent’anni di comunicazione pubblicitaria e marketing, quello che vedremmo è un turbinio di cambiamenti, seppur nel contesto di capisaldi immutati.
In questo lasso di tempo, come osserva Godin, il marketing è morto! Lunga vita al marketing!
Abile nel resuscitare, il marketing ha dovuto re-inventarsi più volte secondo nuove regole.
Partiamo dal presupposto che il consumatore ha tutto: non sa più cosa comprare. Non acquista in virtù di bisogni, tutt’al più di desideri.
Se passiamo a chiederci in quale contesto matura le proprie scelte, riscontriamo che i vecchi concetti di comunicazione di marca e spazi pubblicitari sono stati soppiantati da una comunicazione multiforme che si articola su vari canali e si alimenta di contenuti prodotti e diffusi a vario titolo dai soggetti più disparati.
I creativi pubblicitari sono in buona compagnia: condividono la scena con influencer, blogger, youtuber, nel mare magnum di passaparola, recensioni e user-generated content.
Senza dimenticare il fatto che le aziende – sì, proprio loro, le detentrici del marchio- si sono finalmente convinte dell’utilità del content marketing, caldeggiata per anni dalle agenzie. Il risultato? Siamo sommersi di contenuti.

Senza addentrarci oltre sul tema, la conseguenza che ne possiamo trarre è che, tramontata da tempo l’era degli oceani blu, ai marketers tocca sgomitare parecchio se vogliono far ascoltare la propria voce nella ressa di un’arena affollata. Bisogna trovare storie coinvolgenti, che convincano, che siano memorabili. Occorre differenziare la propria voce e farla risuonare con efficacia, continuità e coerenza, creando un legame duraturo col pubblico.
Bisogna, per dirla sempre con Godin, essere la mucca viola tra tante mucche marroni.
Cosa posso fare per te
Cosa faccio è, in effetti, meno importante di cosa posso fare per te. Resta il fatto che ho speso l’intero paragrafo qui sopra per una digressione sul marketing, senza dirti niente su di me. Va detto che sono stata breve e che la digressione era dovuta: sono trascorsi più o meno vent’anni da quando ho smesso di studiare comunicazione e marketing all’università e ho iniziato a farne esperienza sul campo, vent’anni nell’arco dei quali si è consumata la rivoluzione di cui sopra, ragion per cui mi sembrano, ad oggi, una distanza siderale.
Tornando a noi, quello che posso fare per te è aiutarti a raccontare la tua mucca viola.
Posso creare per te contenuti visivi e testuali che ti permetteranno di rendere il tuo brand, i tuoi prodotti e i tuoi servizi riconoscibili, di differenziarti e raggiungere il tuo target con una comunicazione efficace. Posso aiutarti a creare i contenuti e anche il contenitore.
Qui sotto trovi tre link al dettaglio di cosa posso fare per te.
Scrivimi se hai bisogno di altre informazioni.
Contenuti e strategie
Mi ero ripromessa di non parlare di Intelligenza Artificiale, ma tocca farlo. E’ davvero il nemico giurato dei creativi? Parrebbe di no. Chat GPT (o chi per lei) può essere, anzi, un ottimo alleato per un sacco di attività, compresa la creazione di contenuti, ma non può sostituire completamente l’ingegno umano.
Non esiste creatività senza profondità emotiva, senza la capacità (umana) di pensare in modo divergente e non esistono contenuti efficiaci senza una strategia, senza l’intuizione e una profonda comprensione del pubblico. Se la domanda è l’IA si mangerà i creativi?, la risposta è no. O almeno, non per il momento.
Per ora vi toccherà ancora avere a che fare con creativi in carne e ossa, coi loro vezzi, vizi e magari anche con un brutto carattere.
Quindi, se volete chattare con un bot, digitate chat GPT su Google. Per parlare con un umano, invece, scrivetemi.


