La via Marialonga

144 km sono, in fin dei conti, una distanza breve, ma è sorprendente quanto si dilatino quando li si percorre a piedi, al giusto ritmo, prendendosi il tempo di riempirli di momenti che andrebbero irrimediabilmente perduti se procedessimo più spediti.

Lungo la Marialonga ci riscopriamo con tutti e cinque i sensi al lavoro: ascoltiamo, annusiamo, assaggiamo, risvegliando dall’ottundimento nasi avvezzi soltanto alle vaschette asettiche del supermercato.
Le papille gongolano, gli occhi sorridono, l’olfatto si esercita tra pappardelle ai funghi, ligustro e cacca di cavallo.

Ma bando alle ciance di questa prolissa me: veniamo alla top ten della Marialonga 2023.

  1. Le cene, memorabili quella sulla terrazza de Il cielo di Strela, coi salumi fatti in casa e la torta alle acciughe che sa di Liguria e di storia, e quella all’home restaurant Mangiallantiga, dove si cena in giardino, in un clima di famiglia, col Vermentino km 0, i testaieu (che mai imparerò a pronunciare) al pesto e i formaggi fatti in casa. Il latte è quello delle mucche incontrate qualche ora prima, scendendo dal Passo del Bocco.
  2. L’annusatore notturno di Bore che, armata di frontale, cerco di cogliere in flagrante mentre raspa attorno alla tenda.
  3. Per restare in tema, i momenti estatici trascorsi sniffando ogni genere di arbusto odoroso. Da qui la famosa frase: “Amami come il rosmarino marittimo!”
  4. A Varese Ligure, l’ultranovantenne Don Augusto che sembra uscito da un romanzo di Calvino: se non fosse il parroco del borgo rotondo, potrebbe essere il barone rampante o Marcovaldo alle prese col piccione comunale. Ci salva dall”ennesima notte in tenda e a tarda sera eccolo lì a declamare litanie dentro un megafono più grande di lui durante la suggestiva processione di San Rocco.
  5. Bargone, un intero borgo mobilitato per trovarci alloggio: chi telefona, chi fa la spola in scooter, chi ci offre un posto tenda. Il mattino dopo in paese tutti ci additano, manco fossimo sulla copertina di Bargone’s Time.
  6. Al termine di una tappa senza fontane, l’anziano che ci abbevera con l’acqua di sorgente del suo campo: abbiamo rischiato di morire di sete lungo il tragitto di 150 metri in salita al suo passo, ma, ode alla lentezza, siamo sopravvissuti.
  7. Le oasi nel deserto del camminatore: i forni pieni di focacce.
  8. La casa dei sogni, scendendo dal Bocco, ribattezzata la casa che muggisce poiché popolata dalle mucche che vi trovano riparo dalla calura estiva.
  9. L’anziano che, seduto al fresco tra i suoi gatti a Tarsogno, ci indica la fontana più vicina e ci dà, nel frattempo, lezioni sull’amore, raccontandoci della moglie e della vita a Berna.
  10. Tutti coloro che non hanno percorso le strade della Marialonga durante la settimana di ferragosto, consentendoci di camminare per km e km senza incontrare umani.

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