Burda in cucina

Il collo ripieno: uno di quei piatti poverissimi e assieme sontuosi che mia nonna preparava in scioltezza almeno un paio di domeniche al mese.

Mai da soli: di solito assieme a una zuppiera fumante di tortelli in brodo, un pollo arrosto con qualche coscia di rinforzo (che sennò i nipoti se le contendono) e un paio di boccellati.
I famosi polli con quattro cosce…che poi, detto fra me e voi, ho sempre preferito l’ala.
Arrosto e lesso: il minimo sindacale del pranzo della domenica by Granma.

Il collo ripieno, come il latte alla portoghese e quella mantovana pantone Yellow 116 C della quale vi ho già parlato, in famiglia hanno saltato una generazione, nel senso che mia mamma, pur conoscendone la preziosa ricetta, non li ha mai cucinati.

Eppure mai vorrei si perdessero questi piatti. Per me sanno di casa, di sandali della festa, di tovaglie di lino stese a coprire la pasta fresca, di mattinate passate a saltare l’elastico nella piazza del paese fino all’ultimissimo richiamo spazientito delle mamme per il pranzo.

Neppure il gioco dell’elastico vorrei si perdesse, anche se a dire la verità mica me lo ricordo più come si faceva.

Tornando al collo, a mo’ di miracolo di Natale, il 25 dicembre 2021 mia mamma si è presentata a tavola con questa delizia, riempita di tutto punto e cucita a mano come un abito di sartoria.
E così deve essere apparso a mio zio, come un miracolo, appunto, visto che ci si è lanciato sopra come se ad attenderlo non vi fossero state altre sette portate. Perché la tendenza a moltiplicare per tre nel calcolo delle porzioni quella no, non ha saltato una generazione.

Comunque mio zio, fratello gemello di cotanta madre, al grido di: “E quando mi ricapita?”, si è spazzolato mezzo vassoio di collo ripieno, incurante dei moniti della consorte.

Non sono particolarmente portata per i lavori di cucito, ma credo proprio che dovrò impararlo questo piatto. Fosse anche solo per il gusto di veder brillare gli occhi di uno zio quando lo porto in tavola.

E voi ce l’avete una ricetta che vorreste a tutti i costi conservare, quand’anche vi toccasse abbonarvi a Burda per impararla?

Collo di gallina ripieno

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