La mantovana della nonna Sara

Un dolce delicato, profumato di burro, pinoli e mandorle. uno di quei dolci semplici che ha il sapore tipico dei ricordi d’infanzia e che al primo morso ti riporta immediatamente a casa, all’odore delle colazioni in famiglia da bambina, a quei biscotti che facevi rotolare nel latte, con indosso il pigiama ancora caldo di coperte

La mantovana per me è la mantovana della nonna Sara. La mia nonna materna preparava infatti una ineguagliabile torta mantovana che, col suo giallo Pantone Yellow 116 C e il suo inconfondibile sapore di burro e pinoli, abita in maniera indelebile i miei ricordi.

No, non si tratta di un dolce pasquale: veniva preparata per ogni occasione festiva, ma il mio ricordo è legato soprattutto alla Pasqua, quando venivano sfornate mantovane e boccellati in quantità. I secondi, in particolare, ai fini della merendina pasquale: ciascun nipote aveva il suo personale boccellatino.

“Tu niente boccellatino quest’anno: il tuo lo hai già mangiato.”

Era la minaccia che ogni anno mia nonna rivolgeva a mio cugino, il quale, armato di cucchiaio, divorava illecitamente enormi quantità di impasto crudo dalle varie ciotole del dolce in lavorazione. Minaccia mai divenuta applicativa, peraltro.

La mantovana

A dispetto del nome, si tratta di un dolce tipicamente toscano, pratese, per la precisione.

Ingredienti:

– 170 g di farina

– 170 g di zucchero

– 150 g di burro

– 4 tuorli

– 1 uovo intero

– scorza di limone

– 25 g pinoli

– 25 g mandorle

Fate sciogliere il burro a bagno maria e lasciatelo raffreddare.

Mettete in una ciotola l’uovo e i 4 tuorli e montateli con lo zucchero finché non diventano bianchi e spumosi.

Unite quindi la farina setacciata, mescolando delicatamente dal basso verso l’alto per non smontare l’impasto.

Aggiungete il burro fuso e continuate a mescolare. Quando l’impasto sarà omogeneo, trasferitelo in una tortiera imburrata e infarinata, livellate la superficie e distribuitevi sopra i pinoli e le mandorle tritate grossolanamente.

Cuocete a 170° per 45 minuti circa.

Mia nonna in realtà metteva soltanto i pinoli e li distribuiva anche all’interno dell’impasto, non soltanto sulla superficie. Ma ciò che contraddistingueva la sua mantovana e la rendeva davvero prodigiosa e irripetibile era il giallo intenso dell’impasto, dato da quelle uova freschissime appena depositate dalle sue galline ovaiole. Galline che razzolavano all’aperto tutto il giorno, becchettando dio-sa-cosa, e sfornavano uova dal guscio d’acciaio. Un giorno ripeterò l’incanto con le uova giallissime delle mie ovaiole, ne sono certa.